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14 febbraio 2019

OCCHIO AI SATELLITI!

Oggigiorno siamo tutti connessi (forse anche troppo?) alla rete: Dai telefoni al GPS del navigatore, alla smart tv, etc,etc e sempre più… Alcuni tecnomani e tecnofili avranno anche (probabilmente) già provato l’ebbrezza di avere altri elettrodomestici collegati: Come la lavatrice, ad esempio, che permette loro, ovunque essi siano, di impostare il programma di lavaggio così da poter rientrare a casa giusto in tempo per stendere i panni!! Se non è già arrivato, arriverà presto sul mercato un elettrodomestico anche per quello, non vi preoccupate! Ma soffermiamoci per un attimo (oltre che sul concetto di f-utilità di alcune) su come funzionano, tutte queste tecnologie. Quando effettuiamo una telefonata con il nostro cellulare, ad esempio, non facciamo altro che creare un collegamento tra noi e un'altra persona (o macchina?!). Tuttavia questa comunicazione non avviene in modo diretto, ma più che altro "di sponda", con un rimbalzo di onde: da noi ad un satellite e dal satellite al destinatario della chiamata. Stesso discorso quando guardiamo un bel film su una tv, tramite la parabola, guardiamo le previsioni del tempo meteorologico che sono fatte con il loro ausilio. Tutta questa ‘comunicazione’ e ‘interconnessione’ tecnologica è resa possibile grazie ai satelliti. Quindi, come avrete capito, sopra di noi, ad una quota variabile a seconda dell'utilizzo e della tecnologia, sono sospesi e in movimento diversi oggetti, moduli, creati dall'uomo e dall'uomo spediti nello spazio. Ma sapete quanti satelliti orbitano intorno alla Terra? Provate a pensare un numero... Molti di voi saranno sorpresi dalla quantità di questi apparecchi; in questo caso la realtà supera ampiamente la fantasia. Ad oggi, i satelliti in orbita sono circa 17.907 ! Un numero impressionante, che dovrebbe far pensare ad un intenso traffico lassù. Chi lo dirige, però? Non ci sono rischi di incidenti? In teoria no, perché le traiettorie sono programmate e controllate. Per coloro che non lo sapessero, esistono alcuni portali web (es. ‘Stuff In Space’ e ‘SpaceBook’) dove poter osservare tutti questi oggetti volanti, anche in tempo reale. Potrete vedrete la Terra ricoperta da puntini gialli e verdi che si muovono. Alcuni a poca distanza, altri molto più lontani, quasi a formare degli anelli come quelli di Saturno. Si può determinare la loro posizione attuale , in tempo reale , la loro traiettoria (orbita) e fare una ricerca per tipo, nome o funzione. (In fondo all’articolo troverete due link, se vorrete curiosare). Ma facciamo un passo in avanti. Immaginiamo che stasera uno di questi satelliti dovesse cadere proprio sull’Italia, come è anche possibile che succeda. E immaginiamo che, contro ogni calcolo delle probabilità, dovesse colpire una nostra proprietà, la casa o l'automobile, o magari il capannone della ditta. Immaginiamo (e speriamo) che nessuno si faccia male. A quel punto assicurativamente che cosa succederebbe? Potremmo farci risarcire dalla nostra assicurazione il danno subito? Forse non ci avevate mai pensato, ma la risposta è sì! Praticamente tutte le polizze lo prevedono: basta andare a leggere nell'elenco che di solito si riferisce ai "rischi generali" e lì, dopo l'incendio, il bang sonico e la caduta di aeromobili è prevista anche la caduta dei satelliti artificiali associata, di solito, alla caduta di meteoriti. In alcuni casi, addirittura, le polizze entrano così nel dettaglio da prevedere la copertura non solo per l'arrivo di interi satelliti, cosa che sarebbe davvero improbabile se non impossibile, ma anche di " loro parti o cose da questi trasportate ". Vale, insomma, quello che vale nel caso di un incendio. La stessa garanzia è presente, nella grande maggioranza delle polizze (se non proprio tutte) per le assicurazioni degli immobili industriali e commerciali. Sarà perché l'evento è così improbabile che capiti e invece fa effetto leggerlo tra e clausole di copertura, fatto sta che la caduta dei satelliti è quasi sempre prevista . Certo, riuscire a provare che quello che è finito sul tetto del garage sia proprio il pezzo di oggetto spaziale può sembrare più difficile, ma il clamore della cosa garantirà di non essere lasciati soli a doverlo dimostrare. Però attenzione: tutto questo è vero se la polizza l'avremo stipulata noi, perché siamo prudenti. Se è una polizza fatta tramite la banca, invece, quando ad esempio abbiamo stipulato il mutuo e l'abbiamo fatta solo perché l'istituto di credito altrimenti non ci avrebbe prestato i soldi, allora è meglio verificare…Le polizze a garanzia del mutuo, infatti, spesso offrono solo la copertura dall'incendio, che è l'evento più probabile, e non hanno altre estensioni. Il problema, però, dicono dalle compagnie assicurative è a monte: meno della metà degli italiani che sono proprietari di una casa (cioè ben il 70%) ha una polizza per proteggere la propria abitazione… E se il pezzo di satellite finisse invece sulla nostra autovettura? Qui bisogna proprio andare a leggere le clausole ed è più facile che la copertura non ci sia. L'assicurazione auto, infatti, è obbligatoria solo per la parte della responsabilità civile per i danni procurati agli altri mentre i rischi accessori che vengono inclusi (di solito sotto la voce Ard, assicurazione rischi diversi) sono il classico "furto e incendio", gli eventi atmosferici e magari gli atti vandalici. I satelliti, semmai, potevano servire a ridurre il costo dell'assicurazione contro il furto, grazie alla possibilità di localizzare il veicolo. Nella voce incendio la caduta di un satellite non è tra le cosiddette "esclusioni", cioè gli eventi che di sicuro non vengono risarciti, ma questo potrebbe non essere sufficiente. Siamo coperti, invece, se abbiamo una polizza kasko. La questione dunque, per quanto possa sembrare apparentemente lontana, ha, ed avrà sempre, più riflessi su molti aspetti legati alla nostra quotidianità. Quello che è certo è che insieme alle nuove tecnologie, tra costi ed opportunità, emergono ed emergeranno sempre nuovi rischi che dobbiamo imparare a identificare, prevedere e gestire nel migliore dei modi, anche per il bene del nostro, in fondo piccolo e fragile, Mondo… Date un occhio ai satelliti in tempo reale (link) --->  Stuff in Space  oppure  Spacebook Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-priority:99; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman",serif;}

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MUSICISTI ED ASSICURAZIONI

Parlare di musica e pensare a come questa abbia influenzato la società odierna è un argomento complesso ed affascinante. Nicholas Cook – famoso musicologo nonché esponente della Royal Musical Association – scrive: «Parlare della musica in generale è parlare di ciò che significa e, più essenzialmente ancora, di come la musica funziona (o potrebbe funzionare) come portatrice di significati. Perché la musica non è solo qualcosa di piacevole da ascoltare. Al contrario, è qualcosa di profondamente radicato nella cultura umana (così come non esiste una cultura priva di un linguaggio, non ce n’è una che sia priva di musica). La musica, in un modo o nell’altro, sembra essere un fatto naturale, sembra avere un’esistenza indipendente, eppure è intrisa di valori umani, del nostro senso di cosa sia buono o cattivo, giusto o sbagliato. La musica non è una cosa che capita: è una cosa che facciamo ed è ciò che ne facciamo. La gente pensa per mezzo della musica, decide chi essere con la musica, si esprime con la musica…. Nel giorno d’oggi decidere che musica ascoltare è una parte significativa del decidere e manifestare alla gente non solo chi si “vuole essere”, ma chi si è. “Musica” è una parola davvero piccola per poter comprendere qualcosa che assume tante forme quante sono le identità culturali e sottoculturali.>> La musica è un linguaggio diverso ed allo stesso tempo condiviso tra tutti i popoli del mondo, è una cultura nelle culture, per le culture, che accomuna ed unisce anche (e forse soprattutto) nelle diversità. La musica ed i musicisti hanno, quindi, un ruolo importantissimo nella vita di miliardi di persone. Una caratteristica, poi, interessante ed intrinseca della musica e dei musicisti (sembra scontato ma non lo è), è che essi hanno profondamente radicati nel proprio metodo creativo i concetti di contaminazione e diversità . Temi molto attuali, specialmente nel nostro paese… Dietro ogni idea, melodia o canzone, che provoca una riflessione, un brivido, un’emozione od anche solo un momento di disincantato svago, c’è sempre un musicista ed il suo continuo ( e tanto, tanto) manuale lavoro. Ed entrambi devono essere tutelati! Ogni musicista richiede, infatti, grandi performance al proprio corpo: Un costante lavoro di pratica e reiterazione del movimento porta, si, all’eccellenza ma anche al logorio ed a molti traumi dello stesso. Forse talvolta non sembrano così evidenti, visti da fuori, ma, chi pratica uno strumento, condividerà. L’esempio più lampante sono le mani. Ogni musicista compie infatti con mani e dita gesti diversi che possono causare disturbi differenti. Solo per citarne alcuni, nel caso del pianoforte, ad esempio, sono causa di fastidi le posizioni scomode del corpo (che costringono dita, polso, gomito e spalla a compensare sulla tastiera per ottenere lo stesso risultato) o l’impiego di una forza eccessiva applicata sul tasto.Chi suona strumenti a percussione è spesso colpito da traumi acuti alle mani che si verificano, ad esempio, a causa della rottura improvvisa delle bacchette o dopo aver colpito in modo accidentale il bordo del tamburo o ancora soffre di fastidi alle dita chi utilizza strumenti con tastiera metallica, come lo xilofono o il vibrafono, perché le vibrazioni che vengono rimandate indietro dallo strumento possono causare disturbi di tipo infiammatorio. Sforzi troppo intensi o traumi, possono portare a patologie che possono anche compromettere la carriera del musicista. Per questo dobbiamo fare di tutto perché non accada loro niente e se qualcosa dovesse succedere dobbiamo saper mettere in campo tutti gli strumenti che possano permettere il ritorno all’ attività nel più breve tempo possibile. E noi possiamo contribuire   a tutelare la persona e l’attività ‘manuale’ del musicista, grazie alla nostra consulenza. Portiamo infatti a conoscenza delle possibili soluzioni assicurative per loro (ma anche per tutti coloro che fanno delle proprie mani un’attività creativa), siano essi professionisti o dilettanti. Esistono appunto delle coperture infortuni che possono tutelare specificamente il musicista (ed altre professioni) con le dovute attenzioni e conoscenze. Le polizze infortuni per i musicisti, oltre alle usuali garanzie quali capitale caso morte ed invalidità permanente, dovrebbero prevedere alcune accortezze: -           Supervalutazione delle mani -           Opzione ‘Fine Carriera’ -           Indennità giornaliera per ricovero o gessatura -           Assistenza La supervalutazione Alcune coperture infortuni possono prevedere la cosiddetta ‘supervalutazione’ di una parte specifica del corpo, come le mani. Cerchiamo di spiegare meglio. Normalmente le polizze infortuni prevedono delle liquidazioni a seconda del grado di invalidità permanente causato da un infortunio. Il grado di invalidità, solitamente, è definito in alcune tabelle (INAIL od INPS), a cui le Compagnie si rifanno per le liquidazioni (pagamenti dei sinistri). Queste tabelle r iportano le valutazioni del danno biologico per le menomazioni a seguito dell’infortunio, in percentuale. Sinteticamente, danno un grado di ‘’gravità’' dell’infortunio. Giusto per fare un esempio: la perdita di un pollice (fatto che quasi certamente impedirà al musicista di continuare a svolgere la professione) può prevedere, seguendo la tabella Inail, un grado di invalidità permanente del 20%. Ciò vuol dire che, se il musicista si assicurasse per € 100.000,00, la Compagnia, seguendo questa tabella, indennizzerebbe per € 20.000,00. Si può prevedere, appunto la supervalutazione fino al 100% in caso di perdita totale, anatomica o funzionale degli organi indispensabili per lo svolgimento della propria attività. Con questa garanzia se il musicista si assicurasse per € 100.000,0 e perdesse un pollice gli verrebbe liquidato fino al 100% del capitale assicurato . Opzione ‘Fine Carriera’ Vi è poi un’opzione ancora più specifica chiamata 'end of career' che prevede il   pagamento dell'intero ammontare assicurato per Invalidità permanente totale da attività lavorativa. Il nostro musicista ha avuto un infortunio   che gli ha impedito di proseguire la propria attività lavorativa? Con questa garanzia la Compagnia gli liquida il 100% del capitale assicurato. Una bella differenza, a cui prestare attenzione ed orecchio. Sarebbe forse anche il giusto momento per lasciare un ‘’pollice versus’’ ma, per scaramanzia, evitiamo ed andiamo avanti. Indennità giornaliera per ricovero o gessatura  Anche negli infortuni meno gravi come lussazioni, fratture etc, diventa comunque importante attivare una copertura adeguata e che preveda una garanzia di ‘reddito alternativo’ in forma di diaria in caso di infortuni che impediscano di svolgere l’attività professionale anche per qualche mese. Anche qui, le soluzioni sono modulabili a seconda delle necessità, sia in termini di capitali che di franchigie, con i relativi costi. Assistenza Molte polizze infine comprendono la garanzia assistenza che può ricomprendere: -           un servizio di consulenza medica telefonica -           l’invio a domicilio di un medico generico, di un infermiere, di un fisioterapista; -           la consegna a domicilio di medicinali ed articoli sanitari urgenti e della spesa; -           il trasporto in autoambulanza in Italia, -           il trasferimento in un centro ospedaliero attrezzato e il rientro dallo stesso, nonché il rientro con un familiare; -           l’anticipo di spese mediche, le spese per il viaggio di un familiare, l’autista a disposizione, il prolungamento del soggiorno etc… Perché spesso il musicista si può trovare all’estero per un concerto o una tournee; In questi casi avere un valido riferimento ed assistenza per le emergenze può fare la differenza… …E noi siamo a disposizione per darvi spunti, studiare e comporre con voi, le migliori soluzioni.

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6 febbraio 2019

24 gennaio 2019

PERSONALE VIAGGIANTE

Il patrimonio più importante delle aziende sono le persone. Ed in una economia globale come quella odierna, sempre più spesso, le Aziende si trovano a dover far valicare ai propri dipendenti i confini nazionali. Si spera sempre legalmente o non per delocalizzare la produzione ma per studiare nuovi mercati in cui espandersi,   consolidare partnership o per eseguire interventi di assistenza su prodotti /servizi offerti ai nostri clienti nel mondo. Questi viaggi ad alto potenziale hanno però alcuni (se non molti) rischi e oneri collegati, sia per i dipendenti che per le Aziende. Il Contesto socio-politico e normativo infatti è complesso. Per i rapporti di lavoro, regolati dalla legge italiana che si svolgono all’estero, infatti, persiste l’obbligo da parte del datore di garantire la sicurezza e la salute sul lavoro e la conseguente responsabilità civile e/o penale in caso di infortunio o incidente o imprevisto (anche ad es. sequestro di persona). L’Art. 2087 C.C. obbliga il datore di lavoro al rispetto delle misure imposte dalle leggi e dai regolamenti in materia anti infortunistica , ma anche di tutte le altre misure che siano necessarie a tutelare l’integrità fisica del lavoratore. Anche il diritto internazionale privato prevede quanto appena detto. “in deroga all’ART. 3, nei contratti di lavoro, la scelta della legge applicabile ad opera delle parti non vale a privare il lavoratore della protezione assicuratagli dalle norme imperative della legge che regolerebbe il contratto, in mancanza di scelta …” L’ articolo 18 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 151, sancisce infine che il contratto di lavoro dei lavoratori italiani da impiegare o da trasferire all’estero deve prevedere: - Un’assicurazione per ogni viaggio di andata nel luogo di destinazione e di rientro dal luogo stesso, per i casi di morte o di invalidità permanente; - Il tipo di sistemazione logistica; - Idonee misure in materia di sicurezza. Ricordiamo che la giurisprudenza penale ha confermato la responsabilità del datore di lavoro per infortuni occorsi all’estero; pur essendo avvenuto all’estero, il reato si considera commesso nel territorio dello Stato (v. art. 6 cp) e, dunque, è elevato il rischio di subire processi penali in Italia pur se il dipendente subisce un infortunio all’estero. La Comunità europea subentra in questo quadro complesso, per cercare da una parte di garantire la sicurezza del lavoratore e, dall’altra, di ridurre gli oneri in capo al datore, attraverso la sottoscrizione di Patti di reciprocità. Esistono infatti patti di reciprocità con gli Stati membri della Comunità Europea che prevedono accordi bilaterali per cui le persone possano essere assistite e ricevere delle cure mediche necessarie, anche all’estero. Un esempio è la tessera “TEAM”, Tessera Europea Assicurazione Malattia. La TEAM, attiva in Italia dal 1°Novembre 2004, altro non è che il retro della tessera sanitaria nazionale, dedicata a tutte le persone iscritte e a carico del SSN che siano in possesso della cittadinanza italiana e che abbiano residenza in Italia. (Eccezioni riguardano i lavoratori con contratto di diritto italiano iscritti all’anagrafe degli italiani residenti e/o distaccati all’estero (AIRE) e gli studenti titolari di modello E106 o S1 che siano anch’essi iscritti AIRE.)   Grazie a questo accordo, in tutti gli stati della UE, recandosi direttamente presso una struttura sanitaria pubblica, l’assistito potrà usufruire delle prestazioni sanitarie in una struttura pubblica esibendo la TEAM: avrà quindi diritto a ricevere tutte le cure necessarie ma alle stesse condizioni degli assistiti del paese in cui si trova e non a quelle normalmente previste in Italia. Può essere richiesto il pagamento di un ticket come in Italia, ma bisogna tenere presente che ogni stato applica le proprie condizioni : per esempio in Svizzera e in Francia vige un sistema basato sull’ assistenza indiretta e i rimborsi vanno chiesti ad enti locali (LAMal per Svizzera e CPAM per Francia) mentre il Ticket per la Francia è pari al 20% di ogni prestazione fornita ed è totalmente a carico dell’assicurato, quindi non rimborsabile.   Nei paesi dove non esistono specifici accordi, l’assistenza sanitaria è a pagamento ; a tal riguardo non bisogna dimenticare che anche nell’ambito di applicazione dei patti di reciprocità esistono prestazioni di assistenza medico sanitaria che sono escluse e che solo una copertura assicurativa adeguata può garantire.   Lo   stesso Ministero degli Affari Esteri, oltre a esortare vivamente di munirsi della Tessera Europea Assicurazione Malattia, consiglia, infatti, di sottoscrivere una polizza viaggi con una Compagnia di Assicurazioni con un adeguato massimale per coprire i costi legati all’assistenza sanitaria, al rientro sanitario in caso di infortunio o malattia e allo smarrimento/furto del bagaglio e degli effetti personali.   Una copertura assicurativa è dunque la soluzione più efficace? Una copertura adeguata è fortemente sinergica con quanto offerto dalla Team; lo stesso D.I.G.I.T. (Direzione generale per gli Italiani all’estero) ha ultimamente registrato un aumento esponenziale di segnalazione di casi di Italiani in situazioni di difficoltà all’estero per ragioni medico-sanitarie; ad aggravare la situazione occorre ricordare che le rappresentanze diplomatiche e consolari, pur fornendo l’assistenza necessaria, non possono sostenere o garantire pagamenti diretti di carattere privato. Grazie alla nostra esperienza ed a prodotti di Compagnie specializzate, leader nel settore, il viaggiatore per lavoro potrà avere un valido sostegno per fronteggiare tempestivamente qualsiasi imprevisto o emergenza. Tra le coperture principali annoveriamo:   - Assistenza: Una centrale medico operativa attiva 24 h su 24 tutti i giorni dell’anno, in grado di intervenire in caso di un problema di salute ovunque nel mondo. - Rimborso Spese Mediche: Copertura delle spese mediche, ospedaliere e farmaceutiche sostenute in viaggio, in caso di infortunio o malattia, anche preesistente. - Situazione di Crisi: Per garantire l’incolumità del personale viaggiante, in caso di scoppio di un improvvisa e imprevedibile situazione di crisi nel paese di destinazione il pagamento delle spese sostenute per il rientro nel paese di residenza o per il trasferimento in un paese non pericoloso. Servono altre coperture integrative?! Eccole:   - Bagaglio ed effetti personali: I nterviene in caso di furto, smarrimento o danneggiamento degli oggetti aziendali o personali del dipendente; - Tutela legale:   F ornisce il pagamento delle spese legali per controversie insorte durante la trasferta - Responsabilità Civile: C opre i danni a terzi che il dipendente sia tenuto a pagare per gli eventi della vita privata occorsi in viaggio  - Infortuni: P rotegge il dipendente da ogni possibile infortunio durante il viaggio di lavoro Sono solo alcune delle coperture concedibili e strutturabili, per costi e massimali, a seconda delle specifiche esigenze. Con la tessera TEAM e con una adeguata copertura assicurativa la tranquillità del personale viaggiante e dell’azienda, non può che volare in... Alto ! 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SPORT INVERNALI

Per ora, in molte località sciistiche, le nevicate non sono state abbondanti ma quest’anno la Befana dovrebbe portare una bel sacco di neve, oltre al tradizionale carbone per i più cattivi. Gli amanti degli sport invernali, sempre più buoni e numerosi , infatti, non vedono l’ora di trovarsi immersi nella natura e nella neve a praticare la disciplina preferita. Ma c’è anche chi ha già cominciato e che lo fa da anni che ha già una notevole esperienza e, poi, ci sono i neofiti. Infine ci sono coloro che, anche se non del tutto provetti, credono di potersi permettere ugualmente l’ebbrezza delle pendenze estreme e delle forti velocità. A loro andrà il carbone! Per questi ultimi i pericoli sono maggiori che per gli altri, ma un imprevisto o un infortunio possono capitare a tutti. La pratica di queste attività può infatti causare numerosi traumi che coinvolgono soprattutto gli arti inferiori e gli arti superiori. Quali sono dunque gli infortuni più comuni e da cosa sono causati generalmente? Gli infortuni in genere riconoscono tre cause fondamentali : la sfortuna, la stanchezza e l’errata esecuzione dell’attività stessa . I traumi variano poi a seconda dello sport che si pratica; ogni attività infatti vede un diverso coinvolgimento del nostro corpo nell’esecuzione del gesto sportivo. Vediamo i più frequenti nelle singole discipline: Sci Per quanto riguarda lo sci, in genere i traumi sono legati alla stanchezza pratica (e talvolta al numero di ‘bombardini’ bevuti al ristoro) e si verificano spesso a fine giornata , magari verso la conclusione delle vacanze, quando il corpo è stato molto sollecitato. Gli appassionati di sci sono moltissimi e il desiderio di godersi le piste al massimo, li porta talvolta a esagerare, esponendosi al rischio di caduta. Molti sciatori infatti, non praticando regolare attività fisica durante il resto dell’anno, arrivano sulle piste entusiasti ma non adeguatamente preparati a livello muscolare. I traumi più comuni negli sciatori sono a livello del ginocchio, con lesioni del menisco, rottura del legamento crociato anteriore e frattura del piatto tibiale; questa frattura è tipica dei soggetti over 50-60, spesso donne che hanno anche un principio di osteoporosi. Negli sciatori più anziani è anche abbastanza comune la frattura del femore, la spalla è a rischio con frattura della clavicola e lussazione della stessa; comune anche la frattura dell’omero, mentre meno frequenti rispetto a un tempo le fratture a polsi e caviglie, grazie ai nuovi scarponi e ai nuovi guanti, che offrono una maggiore protezione. Vittime di caduta sono anche i bambini: “Spesso i bambini vengono messi sugli sci già a 3-4 anni, quando sono ancora piccoli. Tra i 4 e i 12 anni, gli infortuni più comuni sono la frattura della tibia e del femore; in questi casi la prognosi è buona, anche se spesso i bambini si vedono immobilizzati a lungo con il gesso. Snowboard Lo snowboard era uno sport praticato per lo più da esperti ma negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede tra i giovani ed i meno giovani (talvolta anch’essi scapestrati) dilettanti : i traumi sono spesso dovuti a cadute nel corso dell’esecuzione di tricks (le manovre degli snowboarder) e riguardano soprattutto omero, clavicola e bacino, che possono fratturarsi. Pattinaggio e passeggiate Il pattinaggio sul ghiaccio e le passeggiate in montagna, magari sulla neve, sono due attività spesso sottovalutate. Sebbene possano apparire più semplici e alla portata di tutti, occorre praticarle in sicurezza e con la giusta attrezzatura (racchette e scarponi con ramponi per chi cammina, per esempio), perché il rischio di caduta è piuttosto alto. I traumi più comuni in chi pattina sono la frattura del polso, del gomito e dell’omero, ma anche del sacro e del coccige. La frattura del polso e la frattura del femore (in particolare nell’anziano) sono invece gli infortuni più frequenti nel caso di camminate, non solo in montagna, ma anche in città quando l’asfalto è ghiacciato”. Gli infortuni si possono prevenire? Purtroppo non si può fare molto in termini di prevenzione , è bene però avere alcune accortezze: - Non praticare sport in condizioni limite e farlo rispettando le piste, i sentieri e le indicazioni che vengono fornite dagli impianti; - Dotarsi dell’attrezzatura adeguata e accertarsi che sia in buone condizioni, questo vale anche per i più piccoli. - È consigliabile poi, prima di iniziare, dedicare 15 minuti alla ginnastica presciistica e allo stretching: questo consente di preparare i muscoli all’attività e alle sollecitazioni che riceveranno. - Nelle persone più anziane infine, soprattutto donne, si consiglia una valutazione del rischio di osteoporosi prima di dedicarsi agli sport invernali; l’esecuzione di una visita reumatologica o di una MOC permettono di scoprire eventuali problemi a carico delle ossa. Si possono coprire con una assicurazione? Certo, e da un punto di vista assicurativo sono molte le soluzioni: - Le polizze temporanee che coprono solo gli infortuni ed i danni  di responsabilità civile derivati da negligenza sulle piste, acquistabili direttamente agli sportelli degli impianti sciistici, per la singola giornata di attività. - Le polizze viaggio temporanee che possono prevedere una copertura per gli infortuni per tutto il tempo del soggiorno presso la località prescelta(generalmente da una settimana fino ad un massimo 90 giorni.) - Prodotti specifici per gli amanti delle discipline invernali, che coprono ad esempio l’attività sciistica per tutto l’anno, completi e dai costi notevolmente ridotti. - Infine le polizze Infortuni complete e personalizzabili per tutto il nucleo  famigliare e che coprono sia gli infortuni avvenuti durante l’attività lavorativa che durante il tempo libero, una copertura valida 365 giorni l’anno, 24 ore su 24. Le garanzie solitamente concedibili sono: - Garanzia caso morte che prevede il pagamento di un capitale ai famigliari dell’assicurato a seguito di morte causata da infortunio. - Garanzia Invalidità permanente che prevede il pagamento di un capitale all’assicurato a seguito di infortunio che provochi invalidità permanente. - Rimborso spese mediche: Pagamento diretto delle spese ospedaliere e chirurgiche, previo contatto con la centrale operativa e rimborso, oppure con anticipo della somma e successivo rimborso da parte della Compagnia. - Responsabilità civile dello sciatore: Indennizzo per ottemperare al risarcimento di danni o lesioni involontariamente procurati a terzi. (specialmente indicato per chi ha bambini ma non solo) - Assistenza in viaggio: Centrale operativa e personale medico 24/24h - 7/7 per garantire assistenza in viaggio continua in caso di malattia o infortunio. Ci sono poi una serie di garanzie ideali per coloro che, a seguito di infortunio, si ritrovino impossibilitati a svolgere la propria attività professionale, come i liberi professionisti. Con queste garanzie è possibile ottenere una ‘fonte di reddito’ alternativa, in forma di diaria giornaliera, per il periodo di impossibilità al lavoro e sono: - Diaria da gesso - Diaria da infortunio - Inabilità temporanea.   Ogni prodotto ha condizioni, limiti di risarcimento  e franchigie differenti. Se avete curiosità o necessità particolari siamo in grado di fornirvi tutte le informazioni ed i prodotti utili per fare lo slalom con agilità e coscienza nella vasta e ripida offerta. Contattateci senza impegno , usate il casco e...Buon divertimento!!

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3 gennaio 2019

13 dicembre 2018

IL RISCHIO NON AUTOSUFFICIENZA IN ITALIA

L’ allungamento della speranza di vita è una cosa positiva in sè, in quanto sintomatica di un miglioramento globale delle condizioni della Società in genere, ma porta con sè anche qualche criticità congiunturale da risolvere , come la non autosufficienza. Purtroppo spesso si prende consapevolezza di alcuni problemi solo nel momento in cui bisogna effettivamente affrontarli, come ad esempio quando ci si deve prendere cura dei propri genitori. Molti pensano bene che basterà assumere una badante per prendersene cura, possibilmente di bell’aspetto e di giovane età, ma questa è una decisione che lasceremo litigare a mogli, suocere   e mariti, nei dovuti tempi e con i dovuti budget. E dobbiamo ridere signori, perché, se dovessimo analizzare seriamente un po’ di numeri, i dati sarebbero preoccupanti. E questa volta non basterà un po’ di zucchero per indorare la pillola. Il rischio in Italia La speranza di vita   media in Italia al 2015 è 82,56 anni ed i costi della non autosufficienza sono in media 2 mila euro al mese per dieci anni. Il problema oggi riguarda 3 milioni di italiani e si prevede che nel 2030, ci saranno 5 milioni di anziani disabili da assistere contro gli attuali 3 milioni. In uno scenario in cui la coperta pubblica si va via via riducendo , anche per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, le famiglie si trovano a dover sborsare di tasca propria i soldi necessari per assistere i propri cari non più giovanissimi. Una situazione difficilmente sostenibile. Nonostante i dati allarmanti non c’è ancora sufficiente consapevolezza di questa problematica e anche per questo le soluzioni assicurative risultano ancora poco diffuse. C’è chi sta provando a tornare a proporre prodotti utili ad aiutare gli anziani di domani , anche tenuto conto delle dimensioni reali di un problema molto sottovalutato anche dalla politica. Le Soluzioni Si tratta dei contratti Long term care, prodotti che servono a garantire il pagamento di una rendita vitalizia nel caso in cui si perda la capacità di badare a se stessi. Il Contraente paga un importo annuale o mensile, sino a quando si verifica la non autosufficienza. Quando sopravviene lo stato di non autosufficienza l’assicurato non paga più il premio e la compagnia inizia a erogare la rendita. Queste soluzioni sono efficaci “se ci si pensa per tempo” , anche per trarre vantaggio dai benefici fiscali di cui godono. Questi contratti sono infatti gli unici ad avere conservato la vecchia detraibilità dei premi per un importo massimo di 1.291,14 euro, al netto dei premi aventi per oggetto il rischio di morte o di invalidità permanente, che si traduce in un risparmio di tasse. Le Criticità Una delle questioni più critiche di questi contratti è la dichiarazione dello stato di non autosufficienza. Anche qui le Compagnie per appurare se la non autosufficienza denunciata dall’assicurato sia tale da fare scattare la rendita si basano su diversi metodi: - Alcune si basano sulla capacità dell’assicurato di compiere le normali attività quotidiane mangiare, lavarsi, vestirsi/svestirsi e muoversi e svolgere le funzioni fisiologiche. - Altre effettuano valutazioni più sofisticate con test psico-fisici a punteggio o con specialisti interni. - Altre   ancora si basano sulla compilazione di un questionario da parte del medico curante , con possibilità di accertare lo stato successivamente. Capire e scegliere quale sia l’opzione giusta non è facile. Per questo abbiamo scelto di avere personale specializzato nel ramo, che sia sempre attento all’ evoluzione normativa, fiscale e dei prodotti. Vi possiamo così consigliare il miglior equilibrio tra ritenzione e cessione del rischio. Sulla scelta della badante invece seguiamo il caro e sempre attuale ‘tra moglie e marito non mettere il dito’. Perché riconoscere il rischio, prima che arrivi, è il nostro lavoro. Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-priority:99; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman",serif;}

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